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EL CALAFATE - ARGENTINA


(143)-25/01/2017
bus Bariloche-El Calafate:
Interminabile trasferimento di 28 ore in bus da
Bariloche a El Calafate, nella regione patagonica di
Santa Cruz, distante 1400 km. La ruta 40 si dimostra
massacrante con diversi tratti sterrati, velocità
ridotta e il nulla, se non qualche paesino sperduto tra
vallate e colline aride, prive di vegetazione. A El
Calafate il clima e' diverso, il vento freddo che arriva
dall'Antartide si fa sentire ed i cambiamenti repentini
del meteo sono una costante di ogni giorno. In questa
parte sud occidentale e' la città più visitata essendo
un punto di partenza al Parque Nacional Los Glaciares ed
in particolare al Perito Moreno, meta imperdibile della
Patagonia argentina. Il ghiacciaio prende il nome
dall'esploratore Francisco Moreno che giocò un ruolo di
primo piano nella difesa del territorio argentino, nel
conflitto sorto intorno alla disputa sul confine
internazionale con il Cile. Terza riserva al mondo di
acqua dolce, si estende per 250 km quadrati e per 30 km
di lunghezza, con una profondità massima di 700 metri.
Il Perito Moreno e' uno dei pochi ghiacciai in
movimento, dovuto all'esistenza alla base, di una sorta
di cuscino d'acqua, che lo tiene staccato dalla roccia
e provoca un avanzamento del ghiacciaio di circa due
metri al giorno. Vederlo da vicino e' impressionante e
ancor di più se si sceglie di fare un breve trekking di
circa due ore, calpestando il ghiaccio vivo e godendo di
uno spettacolo unico. Bella esperienza che mi riporta ai
ghiacciai
dell'Islanda, belli ma non così significativi e
spettacolari.
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PUERTO NATALES - CILE


(144)-29/01/2017
bus El Calafate-Puerto Natales:
Ritorno in terra cilena nella parte più a Sud e mi fermo
a Puerto Natales, piccola città della regione di
Magellano e dell'Antartide cilena. In questa lingua di
terra, il mare si incunea tra le tante insenature e
forma dei canali che sembrano laghi e Puerto Natales si
trova sul bordo del canal Senoret e di fronte alla
cordigliera delle Ande patagoniche. Nonostante il forte
vento, le nuvole son quasi sempre presenti, ogni tanto
sbuca qualche chiazza azzurra ma e' predominante il
grigio. Le case in legno, ben isolate e riscaldate, sono
piccole e basse ed hanno tutti i requisiti per
combattere freddo e vento. In questi mesi, l'afflusso di
turisti e' massiccio, attirati dal Parque Nacional
Torres del Paine, tra i più grandi e visitati del Cile e
che si trova a circa 100 km. Nel parco vivono liberi i
puma dal color marrone chiaro, volpi, condor ed in
grande quantità i guanaco, simili al lama ma più piccoli
ed esili. Ci sono un'infinita' di laghi e fiumi, diversi
ghiacciai e soprattutto le Torri del Paine, enormi
monoliti di granito, che raggiungono i 2800 mt. con la
torre centrale. Con un tour di un giorno ho visitato
tutta la parte che circonda il massiccio, con la Laguna
Amarga, il Salto Grande, il Lago Pehoe, il Lago Grey con
il glaciar, il Lago Sarmiento con la presenza di molti
guanaco e per finire, la Cueva del Milodon, enorme
grotta dove abitarono i primi gruppi umani del
continente. Bel tour di dieci ore che mi ha permesso di
vedere una parte di ciò che circonda le Torri del Paine,
mentre la parte interna la vivrò con un trekking di due
giorni.
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TORRES DEL PAINE TREKKING - CILE


02/02/2017
bus Puerto Natales-Laguna Amarga:
Las Torres del Paine fanno parte dell'omonimo parque,
sono formate da tre monoliti di granito, modellati dal
vento e dal ghiaccio. Sono molto famose e visitate e con
curiosità, mi faccio un trekking di due giorni per
gustarmi le bellezze del parco. Con un bus di linea
impiego circa due ore per arrivare al rifugio Torre
Central, da dove parte il sentiero e dove dormirò di
notte. La giornata, come al solito, non e' delle
migliori, nuvoloni, qualche goccia d'acqua e fugaci
spiragli di sole, mi accompagneranno per i 20 km di
questa prima giornata. Il percorso non e' impegnativo,
ci sono piccole asperità con punta massima gli 875 mt.
del Mirador base de las Torres. In lontananza si vedono
laghi e ghiacciai ma niente di speciale, percorso
abbastanza monotono ed assenza di animali. Quando si
arriva sotto le torri, un limpido lago azzurro attenua
la delusione per la nebbia che copre i monoliti.
Effettivamente la vista e' molto bella e negli attimi in
cui le cime sbucano dalla foschia, lo spettacolo merita
ampiamente la visita. La mia soddisfazione si ferma
sotto la base de las Torres, il resto del percorso e'
assolutamente normale e molto, molto lontano, dagli
splendidi scenari dei trekking in Peru'. Qui tutto viene
amplificato, il nome Patagonia da solo porta ad
immaginare meraviglie a non finire, ma non e' così, per
quanto concerne i trekking, Nuova Zelanda e Peru' sono
irraggiungibili. E non c'e' nessuna vergogna a spillare
soldi, un letto a castello in camerata costa come un
albergo di buon livello e le consumazioni sono più care
che a Las Vegas. Il secondo giorno esco di buon mattino
dal rifugio e vedo la neve che, nella notte, ha
imbiancato anche le cime a bassa quota. Mi faccio una
decina di km. verso il lago Nordenskjold, con bel
percorso e momenti di sole. Decido comunque di rientrare
a Puerto Natales in anticipo e trovare momenti migliori,
con un bel lungo di 26 km, a buon ritmo. Mancano 80
giorni alla maratona di Londra e la condizione sta
migliorando sensibilmente; arrivato a livello del mare,
ho trovato benefici notevoli da tutti gli allenamenti
fatti oltre i 3000 mt. di altitudine. Sono fiducioso
anche se far combaciare lunghi trasferimenti, tour e
allenamenti non e' facile. Nel frattempo, mi son
iscritto anche alla maratona di Praga, in programma due
settimane dopo Londra.
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PUNTA ARENAS - CILE


(145)-04/02/2017
bus Puerto Natales-Punta Arenas:
Punta Arenas, fondata nel 1848, e' la maggiore
e più importante città della Patagonia nonché la più a
sud del Cile. Porta verso l'Antartico, la divide dalla
Terra del Fuoco lo stretto di Magellano, passaggio
naturale tra l'oceano Pacifico e l'oceano Atlantico. Tutta questa parte del continente ha solo
due stagioni, l'inverno con 6-7 ore di chiaro e l'estate
con giornate lunghe e sole fino alle dieci di sera.
Fortunatamente trovo un buon clima, nonostante Punta
Arenas sia famosa per il forte vento e ne approfitto per
fare bei lunghi, in divisa fo' di pe. Nello stretto di
Magellano, a circa due ore dalla città, c'e' l'isla
Magdalena, conosciuta come Monumento Natural Los
Pinguinos e che ospita 60.000 pinguini Magellano. Alti
da 35 a 45 cm e del peso di circa 3 kg, scelgono questa
isola nel periodo estivo, mentre in inverno migrano a
nord verso Uruguay e Brasile. Il flusso turistico e'
controllato e si può camminare solo su percorso ben
delimitato, ma la prima cosa che devi rispettare e' dare
la precedenza quando i pinguini attraversano il
sentiero. Sono veramente tanti, belli e buffi, vivono su
quest'isola disabitata, all'ombra del faro, sorvegliati
dalle guardie ecologiche. Lasciata la Magdalena passiamo
da isla Marta per vedere i leoni marini ed i cormorani,
ma questa volta solo dall'imbarcazione, in quanto
impossibile attraccare. Lo spettacolo e' stato vedere da
vicino i pinguini, il resto lo avevo vissuto alle
Galapagos.
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USHUAIA - TIERRA DEL FUEGO


(146)-09/02/2017
bus Punta Arenas-Ushuaia:
Ennesimo lungo trasferimento in bus, di 12 ore, per
arrivare a Ushuaia, nella Tierra del Fuego. Separata dal
continente sudamericano dallo stretto di Magellano, si
entra nella parte cilena da Cruce Punta Delgada, con
circa mezz'ora di traghetto. L'Isla Grande e' in gran
parte del Cile mentre Ushuaia, in terra Argentina,
detiene il primato di città più a sud del mondo. Come
entri in Ushuaia vieni accolto da un cartello con "fin
del mundo" e da uno scenario fantastico, con una
combinazione di montagne, mare, ghiacciai e boschi. I
nativi indigeni le diedero questo nome per la sua
posizione ed il significato, baia che penetra verso il
ponente, evidenzia come questo posto sia protetto dai
venti e dalle correnti. Le temperature risentono della
vicina Antartide, oscillano in questo periodo tra i 6 ed
i 14 gradi, con alternanza di giornate soleggiate e
nuvolose. Quando capita che piova al livello del mare,
sulle montagne vicine inevitabilmente scende la neve ed
il paesaggio si trasforma, assumendo un'aria invernale.
Bellissimo. Io mi lascio prendere facilmente dalle
bellezze della natura e Ushuaia mi ha affascinato
subito. Avevo pensato di fermarmi una decina di giorni
per escursioni nel parco nazionale, sul ghiacciaio
Martial, nel canale di Beagle, al faro, alla pinguinera
Martillo, per poi risalire piano piano verso Buenos
Aires con 3.000 km di bus. Non pensavo di trovare
condizioni ideali per correre, assenza di vento,
temperature a me congeniali, percorsi da non credere e
voglia di soffrire che mi mancava da decenni. Decido
quindi di fermarmi un mese e di arrivare nella capitale
argentina, con un comodo volo aereo, giusto cinque
giorni prima del mio rientro in Italia. Con calma mi
vedrò quanto avevo previsto e metto al primo posto la
corsa, con uscite tutti i giorni nel primo pomeriggio,
ideale per sentire una leggera brezza sulle braccia e le
gambe scoperte. A febbraio supererò i 400 km con lunghi
da 26, 28 e 30 km e sedute minime di 15 km a ritmi, che
per me sono veramente importanti. La velocità ed i tempi
non sono più quelli di una volta ma la determinazione
che sto mettendo sul campo, mi fa ben sperare.
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PARQUE NACIONAL TIERRA DEL FUEGO


24/02/2017
bus Ushuaia-parque nacional:
Il parque nacional Tierra del Fuego dista da Ushuaia 10
km e si raggiunge con uno dei tanti bus privati.
Istituito nel 1960, presenta una vasta area di natura
incontaminata e paesaggi selvaggi e solo una piccola
parte può essere visitata. I sentieri principali
all'interno del parco sono quattro ed opto per il Cerro
Guanaco, il più panoramico ed impegnativo. Si parte dal
lago Roca e si sale con un dislivello di 950 mt.
passando tra piante secolari e con un sottobosco di
muschio e Calafate, arbusto sempreverde e uno dei
simboli argentini. Quando si esce dal bosco, inizia la
parte impegnativa con sentiero ghiaioso e pendenza
notevole. Il panorama inizia a materializzarsi e si
vedono le cime dei ghiacciai, i laghi e le numerose
isolette sperdute nell'oceano. Arrivato in vetta al
Cerro Guanaco, la vista spazia sul canale di Beagle, la
cordillera Darwin e tutte le vette che circondano
Ushuaia. Bellissimo spettacolo impreziosito da una
giornata soleggiata e da un cielo azzurro.
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USHUAIA - TIERRA DEL FUEGO


05/03/2017:
Con l'arrivo di Marzo il grigio ha
spodestato l'azzurro del cielo, la pioggia arriva
puntuale tutti i giorni e la neve sulle montagne,
difficilmente si scioglie. Le temperature oscillano tra
i 5 e i 10 gradi ed il vento gelido, ogni tanto entra
impetuoso nella baia, con raffiche che superano i 50 km
orari. Il flusso turistico e' in
diminuzione, stabili invece i prezzi dei tour e dei
ristoranti,
esageratamente alti. Non subiscono rallentamenti le
crociere verso l'Antartide, esclusive ed affascinanti,
sogno di molti. Per circa dieci giorni si va da 8.000
euro in su ed e' possibile trovare dei last minute a
6.000. Per ora resta un sogno ma se un giorno tornerò da
queste parti sarà solo per scoprire il sesto continente,
l'unico che mi manca. La mia permanenza ad Ushuaia e'
imperniata sugli allenamenti per la maratona e sono
focalizzato sui ritmi e sui lunghi, a discapito della
velocità. A Febbraio ho concluso con 415 km, molto
soddisfatto per i miglioramenti cronometrici. Il tempo
vola e cerco di lavorare sul ritmo gara con sedute che
mi stanno dando buone sensazioni. Mi sto persino
abituando a correre in pantaloncini corti e maglietta
con temperature che, in quel di Bergamo, mi vedevano in
calzamaglia e giubbino.
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GLACIAR MARTIAL - USHUAIA


10/03/2017:
Ultima settimana a Ushuaia con
temperature sempre sotto i 10 gradi, a parte un giorno
meraviglioso con sole e cielo limpido. Ne approfitto per
fare un po' di trekking al Glaciar Martial, che sovrasta
la città e si raggiunge in un paio d'ore. Qui nel
periodo invernale e' la patria degli sciatori, mentre in
questo periodo si viene per godere l'atmosfera della
montagna ed ammirare il panorama, che arriva fino al
Canal Beagle. Sul ghiacciaio non si può salire per il
muro di roccia che blocca l'ascesa, ci si deve
accontentare di ammirarlo da una delle vette vicine.
Finisce così il mio viaggio attraverso la Patagonia
cilena e argentina e la lunga permanenza ad Ushuaia,
nella Tierra del Fuego. Ho visitato posti molto belli,
fantastico il ghiacciaio Perito Moreno, bellissima
l'ascesa al vulcano attivo Villarrica ed emozionante il
contatto con i pinguini dell'isola Magdalena. Ho
apprezzato molto la tranquillità dei paesini dove ho
alloggiato e la cordialità della gente, ho respirato
aria fresca e pulita ed ammirato distese immense con
insenature e laghi a non finire. Ad Ushuaia poi ho
trovato un mix di cose che mi hanno fatto fermare un
mese: paese splendido circondato da montagne, mare e
ghiacciai, hostel con un appartamento su due piani
condiviso con altre persone e soprattutto percorsi
favolosi per correre. Nei trenta giorni di permanenza ho
caricato molto arrivando a macinare 470 km, con una
determinazione insolita ed uno sguardo continuo al crono
ed ai miglioramenti settimanali. Sono molto contento di
essermi sacrificato, gli ultimi due lunghi da 30 e 32 km
mi han dato una carica notevole ed ho ottime sensazioni.
Sabato 11 Marzo volo a Buenos Aires, ultima destinazione
prima del rientro in Italia, con una lacrimuccia sul
viso. Ushuaia mi e' entrata nel cuore e non la
dimenticherò mai.
