Un
viaggio a Riga vale sempre la pena, se poi si abbina la maratona, diventa
occasione per unire sano sport a puro divertimento. Raggiungere la capitale
della Lettonia è facile, c'è un comodissimo volo da Bergamo che in 2h30' ti
porta a destinazione, in quella che fino al 1991 era Unione Sovietica. Arrivo
Venerdì a mezzogiorno ed una temperatura africana mi terrorizza a tal punto, da
farmi mettere le scarpe da corsa e testare sul campo gli effetti della calura.
Il sole picchia, la respirazione è subito difficile e si porta via la
determinazione accumulata in 3 settimane intense, dove son riuscito a macinare
oltre 300 km, in prospettiva Passatore. Mi consolo vivendo le piazze del centro
storico fino a notte tarda, sperando in qualche cambiamento che porti un filo di
frescura. Le ore di buio sono poche in questo periodo, il sole si spegne dopo le
22,00 e si riaffaccia prima delle 4,00. Lo start della manifestazione è fissato
alle 8,30 ed una marea di gente si da appuntamento sul viale 11 Novembre, a
fianco del fiume Daugava per partecipare alla maratona (1278) ed alla mezza
(3171) mentre dalle 12,30 ci sarà la massa della 10k (4777) e della 5k (12794).
Il fronte partenza è ampio e libera il serpentone verso il panoramico ponte
Vansu, dove per un attimo si ha la sensazione di godere di un clima mite.
Illusione, la temperatura sale inesorabilmente già dalle 9,00 e le ambulanze
iniziano a soccorrere i primi atleti stesi sull'asfalto. Siamo oltre i 25 gradi
mentre si affronta il lungo vialone verso Katlakans, il momento peggiore della
gara, per i raggi infuocati che tolgono il respiro e prosciugano le riserve
idriche. I ristori fortunatamente sono frequenti, permettono di bere
abbondantemente e bagnarsi la testa. Già
al 10° km mi sento svuotato, i muscoli
si induriscono precocemente, i crampi si impadroniscono dei polpacci, lasciando
presagire una seconda parte di gara terrificante. Passo camminando sotto lo
striscione della mezza in 1h57'31", stremato ma fermamente deciso a continuare,
a non mollare. Il percorso non è bellissimo, il fondo non permette distrazioni e
certi passaggi su binari del tram, marciapiedi e lastricati influiscono sul
giudizio complessivo. Organizzazione comunque buona, peccato per i continui
andirivieni e per aver lanciato la 10k e la 5k sul percorso finale, creando
parecchi disagi ai maratoneti oltre le 4h30'. Belli i passaggi sul ponte Vansu,
tra le casette in legno sull'isola di Kipsala e nel centro storico. Vittoria al
Keniano Duncan Koech in 2h15'35" sull'Eritreo Dabic Naam Weldeyohans, 2h16'25"
ed al femminile dominio Etiope con Aberash Nesga, 2h40'31". Nel trambusto
finale, tra gli sprinter delle gare brevi, taglio il traguardo in 4h53'04" con
la seconda parte di gara al limite delle 3 ore. Mi dimentico dei crampi solo
quando una graziosa ragazza mi mette al collo la medaglia e mi torna il sorriso
pensando alle colline toscane, dove nel fine settimana vivrò emozioni, fatiche e
sofferenze. Il Passatore mi affascina sempre e son pronto ad affrontarlo,
sperando che la notte mi accompagni, prima di lasciare Faenza.

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