Parto di buon
mattino, il sabato e nemmeno il tempo di
chiudere gli occhi che l'aereo EasyJet si
posa sulla pista di Kastrup, a pochi km
dalla cittā. Mi si presenta una situazione
freddina, cielo coperto, temperatura intorno
ai 10 gradi, l'ideale per correre una
maratona. continua a leggere
Son passati
100 giorni ed a inizio Marzo, nonostante i
problemi di calcificazione del quinto
metatarso ed il parere contrario dei medici,
provo ad abbozzare un'uscita di corsa.
Inizio con 4 sofferti km, poi 6 e al terzo
tentativo arrivo a 8, il piede fa male,
cerco di non sentirlo.continua a leggere
Quello che
doveva essere un appuntamento con la
maratona, causa inattivitā, si č tramutato
in un week end caldo e rilassante. Il sole
porta una temperatura oltre i 20 gradi,
permette di stare all'aperto e tinge di
colori smaglianti le molte bellezze della
cittā Andalusa.
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Salgo sulla
scaletta dell'aereo zoppicando, un mese di
gesso e venti giorni di magneto-terapia non
son bastati per rimettermi in sesto. Ho una
fasciatura che mi permette di camminare,
oltre al dolore fisico, mi porto negli
Emirati Arabi anche l'angoscia di non essere
della maratona.
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Seconda
partecipazione alla Maratona della grande
mela che non si limita al solo lato
agonistico. Previsti sei giorni per le
bellezze di New York e tre per la capitale
Washington Domenica soleggiata per una
gara di grande fascino con tanto pubblico ed
emozioni immancabili.
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Condizioni
avverse fanno spostare la partenza alle
23,30 e per attraversare il paese si
impiegano una decina di minuti, stretti in
un cunicolo, con la gente che applaude. Dopo un tratto di ciclabile
affrontiamo la prima salita sul sentiero di
Col de Voza, tutti allineati e coperti.
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