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MARATONA RIGA 2013
classifica  -  foto forvezeta  -  certificato

Un viaggio a Riga vale sempre la pena, se poi si abbina la maratona, diventa occasione per unire sano sport a puro divertimento. Raggiungere la capitale della Lettonia Ŕ facile, c'Ŕ un comodissimo volo da Bergamo che in 2h30' ti porta a destinazione, in quella che fino al 1991 era Unione Sovietica. Arrivo Venerdý a mezzogiorno ed una temperatura africana mi terrorizza a tal punto, da farmi mettere le scarpe da corsa e testare sul campo gli effetti della calura. Il sole picchia, la respirazione Ŕ subito difficile e si porta via la determinazione accumulata in 3 settimane intense, dove son riuscito a macinare oltre 300 km, in prospettiva Passatore. Mi consolo vivendo le piazze del centro storico fino a notte tarda, sperando in qualche cambiamento che porti un filo di frescura. Le ore di buio sono poche in questo periodo, il sole si spegne dopo le 22,00 e si riaffaccia prima delle 4,00. Lo start della manifestazione Ŕ fissato alle 8,30 ed una marea di gente si da appuntamento sul viale 11 Novembre, a fianco del fiume Daugava per partecipare alla maratona (1278) ed alla mezza (3171) mentre dalle 12,30 ci sarÓ la massa della 10k (4777) e della 5k (12794). Il fronte partenza Ŕ ampio e libera il serpentone verso il panoramico ponte Vansu, dove per un attimo si ha la sensazione di godere di un clima mite. Illusione, la temperatura sale inesorabilmente giÓ dalle 9,00 e le ambulanze iniziano a soccorrere i primi atleti stesi sull'asfalto. Siamo oltre i 25 gradi mentre si affronta il lungo vialone verso Katlakans, il momento peggiore della gara, per i raggi infuocati che tolgono il respiro e prosciugano le riserve idriche. I ristori fortunatamente sono frequenti, permettono di bere abbondantemente e bagnarsi la testa. GiÓ al 10░ km mi sento svuotato, i muscoli si induriscono precocemente, i crampi si impadroniscono dei polpacci, lasciando presagire una seconda parte di gara terrificante. Passo camminando sotto lo striscione della mezza in 1h57'31", stremato ma fermamente deciso a continuare, a non mollare. Il percorso non Ŕ bellissimo, il fondo non permette distrazioni e certi passaggi su binari del tram, marciapiedi e lastricati influiscono sul giudizio complessivo. Organizzazione comunque buona, peccato per i continui andirivieni e per aver lanciato la 10k e la 5k sul percorso finale, creando parecchi disagi ai maratoneti oltre le 4h30'. Belli i passaggi sul ponte Vansu, tra le casette in legno sull'isola di Kipsala e nel centro storico. Vittoria al Keniano Duncan Koech in 2h15'35" sull'Eritreo Dabic Naam Weldeyohans, 2h16'25" ed al femminile dominio Etiope con Aberash Nesga, 2h40'31". Nel trambusto finale, tra gli sprinter delle gare brevi, taglio il traguardo in 4h53'04" con la seconda parte di gara al limite delle 3 ore. Mi dimentico dei crampi solo quando una graziosa ragazza mi mette al collo la medaglia e mi torna il sorriso pensando alle colline toscane, dove nel fine settimana vivr˛ emozioni, fatiche e sofferenze. Il Passatore mi affascina sempre e son pronto ad affrontarlo, sperando che la notte mi accompagni, prima di lasciare Faenza.

 

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