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MARATONA CUSTOZA 2011
classifica  -  certificato

A tre settimane dalla batosta di Madrid, sento la voglia comunque di Maratona e per il Passatore rinuncio al solito giro notturno di Selvino. Butto la proposta a Simo che accetta volentieri ed insieme affrontiamo il viaggio in macchina verso Sommacampagna. Potrebbe essere l'ultima edizione, hanno deciso di chiuderla ed in tanti si son presentati per rinnovare l'affetto agli organizzatori, con la speranza di un ripensamento. Il percorso è sempre stato considerato tanto spettacolare quanto impegnativo e per quest'ultima si è deciso di aggiungere tratti inediti di sterrato tra le vigne, rendendolo ancora più duro. Da mettere in risalto lo spirito unico di accoglienza e spettacolarità, sorvolando sui limiti che non si possono imputare ad un evento gestito con tanta passione, dove gli atleti vengono serviti e riveriti. In mille si son incolonnati sulla via del Custoza ed hanno affrontato i saliscendi iniziali sotto il sole, mitigato da un leggero venticello. Parto piano, intorno ai 5' aI km, non ho buone sensazioni e inizio a sudare già dai primi km, brutto presagio per chi ha problemi di crampi. Simo mi accompagna quasi fino alla mezza, poi inizio a calare e non riesco a tenere il suo ritmo. Il passaggio nel borgo di Valeggio sul Mincio decreta l'inevitabile declino ed inizio a fermarmi per brevi tratti, già sulla ciclabile in riva al fiume. Dal 28° si ritorna a salire e si entra nelle vigne, su fondo sterrato e condizioni climatiche mutate. Il vento è sparito, il sole picchia impietosamente e i momenti di crisi arrivano con la disidratazione. Ormai sono in balia completa dei crampi e non riesco nemmeno a correre, cammino per diversi km ed ogni tanto ci metto qualche centinaio di metri al trotto. Mi consolo con il paesaggio collinare, dove in lontananza si intravede Sommacampagna, con l'arrivo posto all'interno della Villa Comunale, con grande parco annesso. Simo ha già terminato in 3.41.49 e viene incontro incoraggiandomi, vorrei correre e finire prima possibile, ma non ce la faccio se non negli ultimi 100 metri, tanto da non transitare sul traguardo camminando. Finisce l'agonia in 4.08.38 e metto in archivio questa ennesima Maratona con la speranza che serva per il Passatore. Il dopo corsa allevia la disperazione con un gustoso pranzo che ll'organizzazione mette a disposizione di atleti ed accompagnatori. La giornata di sole ci permette di sdraiarci sulla splendida erba del parco con buone pietanze e vino locale. Sono comunque contento di aver partecipato, questa gente lo merita. Il rientro a Bergamo è riservato ai progetti futuri, dal Passatore, in programma a fine mese, al Gran Trail Valdigne di Luglio, fino alla più difficile di tutte, l'Ultra Trail du Mont Blanc.

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